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Inondazioni nel Montana (USA)

Inondazioni drammatiche e senza precedenti per il Montana, con strade, ponti e case letteralmente spazzate via.

Interi paesi sono rimasti isolati e oltre 10000 visitatori del Parco Nazionale di Yellowstone sono stati evacuati.

Il fiume Yellowstone, che scorre per una lunghezza di circa 1080 km, ha raggiunto livelli storici tra lunedì e martedì. Secondo il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), a Corwn Spring ha toccato i 13.88 piedi, superando la piena storica di 11.5 piedi del 1918.

Quali sono state le cause di questa inondazione di portata eccezionale? Precipitazioni estreme nell'arco di 3 giorni, dal 10 al 13 giugno Il rapido scioglimento del manto nevoso sulle catene montuose Beartooth e Absaroka

Questi due eventi combinati hanno portato ad un'enorme mole d'acqua nell'area del parco; l'equivalente di 2/3 mesi di precipitazioni nell'arco di soli 3 giorni. Basti pensare che a Gardiner il fiume Yellowstone ha fatto registrare una portata record di 51.000 piedi cubi al secondo, contro i precedenti 31.000.

A causa della gravità della situazione, le aree settentrionali dello Yellowstone Park, il più antico del mondo e uno dei più visitati degli Stati Uniti, potrebbero rimanere chiuse per mesi e tutti gli ingressi del parco non saranno accessibili fino a nuovo avviso, in attesa che l'acqua si ritiri e si faccia una valutazione completa dei danni di questa inondazione storica.

In passato era successo solo un'altra volta, nel giugno del 1988, per una serie di devastanti incendi a catena.


Ormai è noto come certi fenomeni si verifichino con maggior frequenza e intensità, perché l'aumento delle temperature globali porta sia ad un aumento delle precipitazioni (non in maniera uniforme), sia ad un rapido scioglimento delle nevi, com'è accaduto in Montana in questi giorni, con conseguenze a dir poco devastanti.


Credit @dunyadanhavahaber


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